Quattro chiacchiere con Vito Villani

Ti viene incontro, con quel suo modo di fare un po’ così… Ha quell’approccio un po’ da vecchio amico, da fratellone, da confessore. Il  contatto è subito pieno di cordialità e di  disponibilità. La sua empatia ti avvolge e ti vien subito voglia di chiacchierare, di aprirti e confidarti. Ti poggia una mano sulla spalla e il suo sguardo ti penetra, ti scruta, ti legge dentro. Poi lo vedi in mezzo al campo, con i suoi “Aquilotti” , insegna, dimostra, corregge spiega e rispiega senza risparmiarsi; perfettamente a suo agio tanto con i ragazzi locali quanto con l’allievo statunitense con il quale dialoga perfettamente in inglese.

Questo è coach Vito Villani!

Ciao Vito, come è andato oggi l’allenamento?

Molto bene, i ragazzi hanno finito la carica e le magliette sono zuppe!

Lo vedo, ma anche la tua voce, mi sembra, che abbia finito la carica ….

Si, andata …. Ma questo conta poco se poi hai la soddisfazione di percepire la loro attenzione; vedere che ti seguono e soprattutto cogli il loro sforzo per correggersi secondo le tue indicazioni.

Hai un bel gruppo, numeroso, e vedo, anche ben assortito. Contento di questa tua prima esperienza da responsabile del gruppo Aquilotti?

Si, molto. L’inizio è stato difficile. Il gruppo è praticamente tutto nuovo;. Per questo è stato necessario prima arricchirlo, amalgamarlo ed ora forgiarlo lavorando sui fondamentali e sulla testa. Devi catturare sempre la loro concentrazione. Tutto questo è stato impegnativo ma il peso è alleviato dalla preziosa collaborazione dell’altro istruttore, Giuseppe, che mi affianca.

Ho visto che replichi le disposizioni, le istruzioni in inglese. Hai un allievo americano…

Si è necessario. Samuel è un ragazzino che parla solo la sua madre lingua, l’inglese. Si è aggiunto recentemente al gruppo. Ha qualità fisiche molto importanti per uno nato nel 2009. Sino a poche settimane fa, non aveva toccato una palla da basket.

A parte il problema della lingua, hai incontrato particolari problemi per il suo inserimento?

Nessuno. Samuel si è subito appassionato ed apprende rapidamente; la comunicazione con lui non e’ stata un problema. Con vera soddisfazione, devo dirlo, anche il gruppo lo ha accolto con calore. Molti suoi compagni si sforzano di esprimersi in inglese con lui….

Vedo che ci sono anche altri prospetti di interesse …

Ad inizio stagione, il gruppo si è assottigliato; qualcuno ha cambiato società o attività. Ci siamo impegnati, quindi, per avvicinare al basket nuovi ragazzi. Siamo stati bravi o fortunati ad attrarre ragazzi provenienti da altre discipline che hanno subito dimostrato interesse e ricettività. Anche questo è il mio lavoro, il nostro impegno in favore della Virtus.

Mi sembri molto contento, soddisfatto.

Di più, sono felice di appartenere a questo gruppo di lavoro, alla Virtus, della quale sento di condividere pienamente ideali, filosofia ed intenti.

Lo guardo, la sua espressione ora si è fatta seria, determinata. Il suo sguardo ancor più profondo e penetrante. Gli porgo il “cinque”; lui risponde con uno schiocco chiassoso, secco e deciso; come il suo carattere.

Si gira e và in mezzo al campo….

Samuel, bounce and shoot the ball well”

Ed inizia una gara di tiro con il suo americanino….