Quattro chiacchiere con Sara Costabile

La sua dolce briosità, il sorriso aperto, schietto, lo spirito di servizio e la semplicità d’animo, la voglia di misurarsi sempre col nuovo, sono queste le caratteristiche con cui Sara Costabile si è conquistata uno spazio importante nella Virtus.

Affianca “maestra Rosa” nel seguire i delicati gruppi dei Kids e Pulcini; segue i piccoli con semplicità e disponibilità, senza invadere la loro sfera “creativa” .

L’avviciniamo appena finito il turno dei piccolissimi di tre e quattro anni (KIDS) e con lo stesso sorriso con cui ha accompagnato l’ultimo esercizio del nostro più piccolo mini atleta, Claudio, affronta la nostra chiacchierata.

D: – Ciao Sara, cosa ti ha spinto ad iniziare, così presto, la strada dell’insegnamento del basket dal  momento che sei ancora giovane e valida atleta impegnatissima nel campionato di B femminile?

R: – Ciao a tutti, sicuramente la passione per questo sport è stata la spinta più grande per intraprendere questo percorso, ma soprattutto l’affetto e l’empatia che ho avuto per i miei allenatori in questi anni da giocatrice ha fatto si che volessi insegnare ad altri tutto quello che loro hanno insegnato a me

D: – Come ci si sente ad essere giovanissima istruttrice con i piccolissimi di 3 o 4 anni?

R:- E’ bellissimo essere a contatto con i piccolini, è come ritornare bambina con loro, ci si diverte sempre e non hai neanche un attimo per fermarti a pensare, ti riempiono  sempre di tanta gioia.

D: – Come è stato il tuo impatto con istruttori scafati come Rosa D’Alò e Fabrizio Panarese?

R:- Fortunatamente giocando da anni a pallacanestro avevo già conosciuto Rosa e Fabrizio, quindi ambientarmi per me è stato molto tranquillo, sono felice di essere affiancata a loro perché è sempre un continuo imparare e “rubare” piccoli trucchi del mestiere. Rosa è come se fosse una “supermamma” sempre presente e attiva in tutto. Fabrizio è un insegnante un po’ più rigido ma ti trasmette sempre grinta e passione in tutto quello che fa.

D: – I piccoli che ti sono affidati ti “sentono” istruttrice, maestrina o sorella?

R:- Mi piacerebbe per loro essere come una sorella maggiore, essendo molto giovane essere chiamata”maestra” mi fa ancora un po’ strano, però cerco sempre di rimanere nel mezzo senza essere mai troppo buona. Però loro non riescono a farti essere un istruttore perché ti trascinano sempre nel loro mondo da bambini.

D: – Il tuo sogno per il 2019?

R: – Da atleta di serie B posso dire che il mio sogno quest’anno è di andare a fare gli spareggi per salire in serie A2 con la mia squadra.

Da “piccola” istruttrice il mio sogno è di continuare il percorso che ho intrapreso riuscendo ad imparare sempre di più dalle tante opportunità che mi si stanno mettendo davanti. Col desiderio di arrivare, magari un giorno, anche io ai livelli delle persone a cui oggi sono affiancata.

Passa di lì il piccolo Claudio, le prende la mano e lei, dolcemente, lo asseconda nell’inseguire una palla da … basket!