Quattro chiacchiere con Aurelio Camassa

Aurelio Camassa, il nostro fisioterapista

 

Arriva con il suo passettino svelto, con in mano la sua borsa, piena di pozioni magiche e quel sorriso fresco e spontaneo che lo rende simpatico da subito. E’ Aurelio, il nostro prezioso fisioterapista; a lui la società ha affidato la cura dei muscoli, tendini ed articolazioni dei suoi giovani atleti ma soprattutto il compito di lenire, dopo un trauma, le loro paure, ansie ed asciugare anche qualche lacrima.

D : – Ciao Aurelio, pian piano stai diventando il depositario di tanti piccoli segreti legati ai nostri giovani atleti e alle loro delicate articolazioni e alla loro muscolatura ancora acerba; raccogli sfoghi, dubbi e ansie spesso anche dei genitori legittimamente preoccupati per i piccoli traumi che i ragazzi accusano durante o dopo una partita.

R: – Il basket è uno sport da contatto quindi sono numerosi i contrasti di gioco che possono causare traumi diretti ad articolazioni e muscoli, senza dimenticare i traumi indiretti cioè non legati a un contatto di gioco. Sono stato a contatto maggiormente con le categorie under 13 e 14. La maggior parte delle preoccupazioni, da parte dei ragazzi, le ho potute notare durante le partite in particolare in seguito a distorsioni di caviglia o di ginocchio oppure per  traumi a carico di polso e delle dita della mano. Ovviamente, il carico di stress emotivo, da parte del giovane atleta dipende dalla sua capacità di assorbire un contrasto e dalla reazione fisica, ma soprattutto dalla sua emotività. In questo senso la mia figura professionale gioca un ruolo fondamentale sia nell’intervento immediato dopo un trauma sia nel tranquillizzare l’atleta per permettergli di tornare in campo appena possibile. Nel post gara, prosegue nel consigliare i genitori sulla gestione dell’infortunio nell’immediato e/o nei giorni seguenti.

D: – Ecco raccontaci un po’ di questa tua esperienza. Come valuti questo tuo impegno a contatto con il mondo dei giovanissimi?

R:- L’esperienza in ambito sportivo è una passione nata già nei primi mesi di università e maturata nel tempo e devo ringraziare tutta la società che mi ha permesso di entrare a far parte di questo mondo. Sicuramente l’impegno con i giovanissimi mi ha fatto crescere da un punto di vista professionale aumentando le mie conoscenze non solo in campo sportivo in quanto l’esperienza lavorativa con i giovani è diversa dalla mia pratica quotidiana più a contatto con gli adulti. Quindi è senza dubbio un’esperienza positiva e importante.

D: – Se potessi spendere una raccomandazione pratica ai ragazzi che ti sono affidati cosa consiglieresti?

R: – Innanzitutto ai giovani atleti consiglio di continuare ad amare questo sport meraviglioso che permette di crescere non solo fisicamente, ma anche umanamente in quanto lo sport in generale è socializzazione e rispetto reciproco tra compagni di squadra e con lo staff tecnico. Il mio consiglio da fisioterapista è rivolto soprattutto ai genitori ed è quello di affidarsi sempre a personale qualificato e non improvvisato. Sono a disposizione dei ragazzi e dei loro genitori per chiarire dubbi e perplessità, per un intervento o semplicemente un consiglio. Ecco, li invito a sfruttare la mia professionalità, sono a loro disposizione anche dei piccolini del minibasket.

D: – Il tuo sogno per l’immediato futuro?

R: – Sarebbe banale dire che il mio sogno è quello di continuare a lavorare nell’ambito sportivo. Per adesso continuerò a lavorare nello studio dove esercito la mia professione di fisioterapista e a dare il mio contributo nella crescita di questa società all’interno della quale mi trovo benissimo. Continuerò a studiare per migliorare professionalmente aumentando le mie conoscenze in ambito sportivo e non solo. Poi vedremo…